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5 cose da fare prima di eseguire un intervento di impermeabilizzazione
Scopri le 5 operazioni fondamentali da eseguire prima di un intervento di impermeabilizzazione per garantire un risultato efficace e duraturo.
Il manifestarsi di infiltrazioni d'acqua in una terrazza o in una copertura rappresenta il segnale inequivocabile di un sistema impermeabilizzante giunto alla fine del suo ciclo di vita o seriamente compromesso.
Prima di procedere però alle necessarie operazioni di ripristino, è necessario predisporre le superfici affinché possano essere impermeabilizzate nel migliore dei modi. Partire infatti dalla scelta del prodotto è un errore metodologico che può pregiudicare la durabilità dell'intero intervento.
Innanzitutto è bene sottolineare un aspetto importante: la scelta del periodo in cui eseguire un lavoro di impermeabilizzazione è determinante. Operare durante i mesi invernali, infatti, può esporre il cantiere a rischi rilevanti: le basse temperature e l'elevata umidità relativa possono compromettere i tempi di maturazione dei prodotti, innescare fenomeni di condensa interstiziale o favorire la formazione di bolle d'aria sotto la membrana in fase di posa. Al contrario, con l'arrivo della bella stagione e la risalita delle temperature, si creano le condizioni ideali per l'esecuzione di interventi di impermeabilizzazione.
Per un intervento a regola d'arte è necessario procedere in quest'ordine:
- effettuare la pulizia del supporto
- esaminare le superfici da impermeabilizzare
- preparare le superfici
- controllare e ripristinare i giunti e i pozzetti
- procedere all'impermeabilizzazione dei giunti e degli scarichi
Si tratta di operazioni che richiedono attenzione e preparazione ma sono sicuro che, dopo averle viste nel dettaglio, sarà molto più chiaro e semplice capire come procedere prima di effettuare un intervento di impermeabilizzazione.

Passo 1. La pulizia del supporto
Il primo passo da fare prima di iniziare ad impermeabilizzare è quello di effettuare una pulizia della superficie. In questo modo è possibile eliminare totalmente le parti inconsistenti, in fase di distacco e non dotate di sufficienti caratteristiche meccaniche.
La corretta pulizia serve anche a eliminare la polvere, il grasso, la ruggine, le vernici e ogni altro materiale in grado di pregiudicare la corretta adesione dei successivi rivestimenti.
Passo 2. Esaminare le superfici
Dopo aver effettuato la pulizia delle superfici il secondo passo da seguire è quello di verificare le pendenze e in caso di intervenire per correggerle al fine di evitare ristagni d'acqua. Ma non solo.
Esaminare le superfici significa anche verificare la presenza di adeguati sistemi di raccolta e di smaltimento delle acque a pavimento. I primi dovrebbero essere sempre dotati di sistemi para-foglie in modo tale da evitare ingorghi.
Per i secondi, invece, nel caso in cui il terrazzo sia delimitato da muretti e non da ringhiere, sarà opportuno realizzare fori passanti sulle pareti e posizionare profili gocciolatoi per far defluire le acque.
Infine, tra le operazioni di verifica delle superfici è opportuno valutare anche l'assenza di elementi che possano ostacolare la continuità dello strato impermeabilizzante. Tale strato infatti dovrà essere adeguatamente risvoltato sulle pareti o sui muretti perimetrali.
Per farlo è necessario rimuovere o sollevare da terra ogni macchinario (splitters e altri elementi impiantistici) o elemento non strutturale (eventuali scossaline metalliche, battiscopa, ecc) presente.

Passo 3. Preparare le superfici
Per valutare in maniera corretta il sistema impermebalizzante più adeguato al caso è fondamentale comprendere il tipo di superficie su cui si andrà a intervenire. Siamo in presenza di una guaina bituminosa, di piastrelle oppure di una superficie in calcestruzzo? Per ciascun caso sono previste procedure diverse. Vediamo quali.
Guaine bituminose
Nel caso di una guina bituminosa occorre tener conto del fatto che il sistema impermeabilizzante deve essere applicato su superfici omogenee. Ciò significa che si dovrà valutare di volta in volta se procedere con l'asportazione della guaina oppure con il ripristino localizzato. L'asportazione è l'operazione più conveniente da fare quando la maggior parte della guaina esistente risulta deteriorata.
Superfici in calcestruzzo
Nel caso di superfici in calcestruzzo bisogna assicurarsi prima di tutto che i supporti siano adeguatamente maturati e strutturalmente sani. La resistenza a trazione “pull off” del calcestruzzo infatti deve essere > 1,5 MPa. Successivamente è opportuno verificare la presenza e la profondità di possibili degradi corticali e procedere a un eventuale ciclo di ripristino del calcestruzzo.
Tra le altre misure da prendere occorre poi eliminare gli eventuali distanziatori metallici presenti e stuccarli e trattare dove presenti le irregolarità profonde ed estese come per esempio i nidi di ghiaia e le sbordature tra getti.
Tali irregolarità devono essere preventivamente rasate. Per farlo è necessario procedere prima con la "primerizzazione" del supporto usando per esempio la resina epossidica a base acquosa Kimicover FIX e poi effettuare la successiva rasatura con la malta Betonfix RS.
Se ci troviamo a impermeabilizzare dei massetti di nuova realizzazione e/o posati sopra a vecchie guaine, occorre procedere alla primerizzazione di tutta la superficie da trattare.
Nel nostro caso, è possibile applicare la resina espossidica Kimicover FIX MV applicata a rullo o con pennello. Questa operazione dovrà essere effettuata tra le 8 e le 24 ore precedenti all'inizio dell'impermeabilizzazione.
Superfici piastrellate
Infine, vediamo il caso dell'impermeabilizzazione di superfici già piastrellate. Qui, bisogna necessariamente rimuovere la prima fila di piastrelle delle pareti per un'altezza di circa 20 cm, verificare l'adesione al fondo delle stesse e riparare eventuali buchi o irregolarità del sottofondo con idonei prodotti.
Per ultimo, occorre eseguire il lavaggio acido della superficie con un formulato in grado di rimuovere residui di malta cementizia.
Il mio consiglio è quello di usare Soluzione P da applicare con rullo, con il pennello o con la monospazzola. Una volta applicato, occorre far agire la soluzione per pochi minuti e risciacquare accuratamente la superficie trattata con acqua.

Passo 4. Controllo e ripristino di giunti e pozzetti.
Quando si effettua il controllo dei giunti e dei pozzetti va sempre considerato lo stato di fatto della superficie da impermeabilizzare.
Infatti, se in fase di realizzazione della struttura è stato progettato e poi realizzato un adeguato reticolo di giunti artificiali statici (di ripresa e frazionamento) e dinamici (di dilatazione e sismici) allora è possibile procedere all'eventuale ripristino dei bordi e, in caso, alla sostituzione dei dispositivi preformati già applicati in corrispondenza dei giunti, nel caso in cui risultino deteriorati
Se siamo in presenza di giunti naturali, formatisi per esempio a causa di un errato dimensionamento allora occorre valutare due casi.
- se i giunti hanno un andamento rettilineo o quasi
- se le fessurazioni sono diffuse ed irregolari
Nel primo caso, sarà necessario creare i giunti realizzando dei tagli con "flessibile" seguendo l'andamento dei giunti naturali. Nel secondo caso, invece, dovrà essere ripristinata la superficie prima di ricreare i giunti.
Quando ci troviamo davanti a superfici con piastrelle prive di giunti, ma delle dimensioni tali da necessitarne, bisogna realizzare i giunti, creando con il frullino un'incisione in corrispondenza delle fughe. In questo caso, è importante studiare bene le eventuali lesioni a carico del rivestimento e realizzare i giunti in zone che potrebbero tendere a comportarsi come giunti dinamici.
Infine, i punti di contatto tra massetto e pozzetti di raccolta possono essere trattati eseguendo queste tre operazioni:
- rimozione delle piastrelle
- pulizia
- eventuale ricostruzione dei bordi esterni dei giunti di raccordo

Passo 5. L'impermeabilizzazione dei giunti e degli scarichi
Arriviamo, infine, all'ultima delle operazioni preliminari da eseguire prima di impermeabilizzare una superficie: l'impermeabilizzazione dei giunti e degli scarichi.
Per effettuarla è necessario, per prima cosa, posizionare il supporto in polietilene a cellule chiuse Ethafoam quale fondo giunto per il sigillante poliuretanico Tecnoseal 88, o Tecnoseal 130 nel caso di giunti di larghezza superiore a 5 mm.
In secondo luogo, si può procedere con l'applicazione di una membrana autoadesiva (come il nostro Kimicover JOINT) e con la successiva stesura di una rete di armatura (Kimitech 120 o Kimitech 350) da saturare con la malta o con la resina scelta per l'impermeabilizzazione della superficie.
Infine, i punti di contatto tra massetto e pozzetti di raccolta andranno trattati mediante applicazione di un'altra membrana autoadesiva, risvoltata all'interno dello scarico. Sulla stessa si procederà, come nel caso precedente, con la stesura della rete di armatura.

Le soluzioni per l'impermeabilizzazione di terrazzi, balconi e coperture
Con quest'ultima procedura abbiamo concluso quella che da risposta alla richiesta di un applicatore si è trasformata in una vera e propria guida alle fasi preliminari da mettere in atto prima di effettuare l'impermabilizzazione. Ovviamente, una volta eseguite tali operazioni non resterà altro che procedere con il rivestimento della superficie.
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