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Decreti, procedure e risorse post sisma: il punto della situazione

Terremoto. Misure e risorse disponibili tra emergenza e ricostruzione

Dal decreto sisma alla prossima legge di bilancio, il punto su provvedimenti, procedure e fondi previsti per gestire l'emergenza terremoto e avviare la fase di ricostruzione

Dal 24 agosto, giorno del primo di una lunga serie di eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, sono trascorsi ormai tre mesi. Mentre nei paesi colpiti duramente dal terremoto si lavora senza sosta in una situazione di grave emergenza, si intensificano le misure che mirano a favorire la messa in sicurezza degli edifici e la ricostruzione del nostro fragile patrimonio edilizio. Ma quali sono i principali provvedimenti presi fino ad ora dal governo e quali le risorse economiche previste per fronteggiare sia nell'immediato che in futuro l'emergenza terremoto? Li abbiamo riassunti qui di seguito.

Il decreto sisma (post terremoto del 24 agosto)

Si tratta del decreto-legge n. 189, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 17 ottobre 2016 e in vigore dal 19 ottobre 2016. Il decreto reca "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016" e contiene in 53 articoli tutte le misure volte a disciplinare gli interventi di riparazione, ricostruzione, assistenza alla popolazione e ripresa economica nei territori colpiti dal sisma in quattro regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Il decreto, per l'anno in corso, prevede un fondo per la ricostruzione di 200 milioni di euro e diverse misure di sostegno tra cui il risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, il prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive e il rinvio di imposte per quanti documentaranno il nesso tra l’impossibilità del pagamento e il terremoto. Vediamo nel dettaglio alcune tra le misure inserite.

Contributi per la ricostruzione privata

Per i 62 comuni del cratere, individuati nell’allegato 1 del decreto, sono previsti contributi pari al 100% delle spese occorrenti per far fronte alla ricostruzione, al ripristino o alla riparazione di edifici principali e non e a uso produttivo, commerciale e agricolo.

Per i comuni non inclusi nell'area del sisma il contributo sarà invece pari al 100% per le prime case e per le seconde case situate nei centri storici e nei borghi caratteristici. Saranno invece pari al 50% i contributi per le seconde case negli altri casi. La Banca pagherà con risorse dello Stato direttamente i professionisti e le imprese che eseguiranno i lavori di ricostruzione. Non ci sarà dunque il bisogno di anticipi di denaro da parte del cittadini.

Procedure per la ricostruzione

RicostruzioneI beneficiari dei contributi potranno presentare la domanda e la relativa documentazione, fra cui la Scheda AeDES (scaricabile qui), all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione che dovrà verificare i requisiti e la congruità del progetto e del contributo che verrà concesso con decreto del Vice Commissario. Le aziende che potranno eseguire i lavori di ricostruzione, dovranno essere iscritte alle white list e in regola con tutti gli adempimenti di legge. Al riguardo sono previsti controlli rafforzati da parte dell'Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Procedure semplificate per danni lievi

Per favorire il rapido rientro nelle abitazioni e la ripresa delle attività produttive negli edifici con danni lievi (con classificazione B della scheda AeDES) il decreto ha previsto una procedura semplificata: il beneficiario, dopo aver presentato all'Ufficio Speciale per la Ricostruzione il progetto e la perizia asseverata da parte di un professionista che documenti il nesso tra il sisma e lo stato della struttura, potrà avviare immediatamente i lavori per il ripristino dell'agibilità.

Art Bonus

Il credito di imposta pari al 65% dell'importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico, previsto dall'all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 83/2014, convertito con modificazionei dalla legge n. 106/2014 spetta anche per le erogazioni liberali effettuate a favore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso presenti nei Comuni colpiti dal sisma anche appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose.

Elenco dei progettisti

Per la ricostruzione o la riparazione e il ripristino degli immobili danneggiati dagli eventi sismici, i soggetti privati potranno conferire gli incarichi esclusivamente a professionisti iscritti ad un "elenco speciale dei professionisti abilitati". Sarà il Commissario straordinario Vasco Errani a definire i requisiti minimi per l'accesso a tali elenchi e a raccogliere successivamente le manifestazioni di interesse.

Fino all'istituzione dell'elenco speciale sarà comunque possibile affidare gli incarichi a professionisti iscritti agli ordini o collegi professionali, dotati di "adeguati livelli di affidabilità" e professionalità e in possesso di DURC regolare.

► Leggi il testo del decreto-legge 189

Il secondo decreto sisma (post terremoto del 30 ottobre 2016)

Dopo le scosse del 26 e del 30 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo provvedimento per affrontare l’emergenza nelle zone colpite. ll decreto-legge n. 205, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 264 dell'11 novembre 2016, in 12 articoli detta le norme volte a consentire interventi accelerati per poter affrontare con efficacia le conseguenze delle nuove scosse, tenendo conto dell’approssimarsi della stagione invernale.

Il cratere e l'emergenza abitativa

Il decreto prevede innanzitutto l'allargamento dei comuni del cratere. Sarà quindi compito del Commissario straordinario individuare quelli che verranno aggiunti all'elenco dei 62 comuni indicati nell'Allegato 1 del Decreto 189 (secondo le ultime dichiarazioni di Vasco Errani saranno 130).

Altra grande emergenza affrontata dal nuovo decreto è quella abitativa. Il Dipartimento della Protezione Civile potrà infatti acquisire i container con procedure rapide e trasparenti e individuare le aree sulle quali installarli sulla base delle indicazioni fornite dai Comuni interessati.

Beni culturali

Beni culturali lesionatiIl decreto contiene alcune disposizioni che consentono di avviare tempestivamente interventi di tutela e ricostruzione del patrimonio storico e artistico danneggiato dagli eventi sismici. In particolare, per la messa in sicurezza di beni culturali e immobili, è previsto che le pubbliche amministrazioni possano affidare le progettazioni direttamente a professionisti "idonei", senza ulteriore formalità, per importi inferiori a 40mila euro. Fino a quando non verrà istituito l'"elenco speciale" previsto dal decreto 189, i professionisti incaricati dovranno produrre una dichiarazione di impegno all'iscrizione a tale elenco.

Per evitare ulteriori danni inoltre i Comuni interessati avranno la facoltà di effettuare direttamente gli interventi indispensabili, compresi quelli di messa in sicurezza, dandone comunicazione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Infrastrutture 

Misure urgenti anche per le infrastrutture viarie. Anas, in qualità di soggetto attuatore della Protezione Civile, potrà provvedere ad assicurare il coordinamento complessivo degli interventi di messa in sicurezza e di ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali nazionali, regionali e locali. Anas metterà in atto gli interventi di propria competenza e provvederà direttamente, ove sarà necessario, a eseguire gli interventi di competenza delle regioni e degli enti locali in base all’effettiva capacità operativa degli enti interessati.

Leggi il testo del decreto-legge 205

Procedura FAST per l'agibilità degli edifici

Agibilità sismicaCon la pubblicazione della Circolare del Dipartimento della Protezione Civile n. 59235 (scaricala qui) del 4 novembre 2016 è possibile dare il via alla rapida verifica dell'agibilità post sisma tramite la procedura legata alla Scheda FAST ("Fabbricati per l’Agibilità Sintetica Post-Terremoto"). La ricognizione può essere effettuata su singoli edifici oppure su più fabbricati posti in aree perimetrate indicate dai sindaci.

La valutazione, riportata nella scheda può dare luogo a tre esiti:

  • edificio agibile,
  • edificio non utilizzabile,
  • edificio non utilizzabile per solo rischio esterno.

La procedura non si applica agli edifici già dichiarati inagibili con scheda AeDESLe verifiche inoltre non possono essere effettuate nelle aree maggiormente distrutte, che hanno riportato danneggiamenti quasi totali. 

Le figure autorizzate ad effettuare i sopralluoghi tecnici sono:

  • architetti, ingegneri e geometri reclutati dai Consigli Nazionali e dalle Amministrazioni di appartenenza e successivamente accreditati dalla Dicomac ("Direzione di Comando e Controllo" che si è insediata a Rieti dopo il sisma del 24 agosto). Il requisito necessario è quello di essere abilitati all’esercizio della professione con competenze di tipo tecnico e strutturale nell’ambito dell’edilizia e dovranno essere iscritti a un ordine/collegio professionale.
  • tecnici della Pubblica Amminastrazione. Oltre al titolo di studio relativo a competenze di tipo tecnico strutturale, nel caso in cui non siano iscritti a un ordine professionale o siano senza abilitazione, quest'ultimi devono dotarsi di una dichiarazione dell’amministrazione di appartenenza che comprovi la consolidata esperienza nel settore.

Risorse da scaricare:

► La Scheda FAST per la valutazione dell'agibilità post sismica degli edifici

► Il modulo di accreditamento tecnico

Legge di Bilancio 2017 

Vediamo infine le misure comprese nella Legge di Bilancio 2017, il cui testo è stato da poco sottoposto al Senato dopo il via libera della Camera. La manovra porta con sé non solo una serie di proroghe agli incentivi per l'edilizia già previsti nella precedente, ma ulteriori e importanti novità.

Roicostruzione post sisma

In particolare, per la ricostruzione post-sisma è previsto uno stanziamento di 6,1 miliardi di euro. Di questi, verranno erogati 100 milioni nel 2017 e 200 milioni all'anno nei prossimi 30 anni (dal 2018 fino al 2047). Come preannunciato, per la ricostruzione degli edifici pubblici verrà erogato 1 miliardo di euro: 250 milioni nel 2017, 300 milioni tra il 2018 e il 2019, 150 milioni nel 2020. 

Bonus Ristrutturazioni

La Legge di Bilancio 2017 proroga fino al 31 dicembre 2017 le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Confermato anche l’importo massimo di spesa di 96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Sismabonus

Il Sismabonus per la messa in sicurezza degli edifici, a partire dall’1 gennaio 2017, sarà utilizzabile anche in zona 3 e non più solo nelle zone 1 e 2 ad altà pericolosità sismica. La detrazione fiscale del 50% potrà essere richiesta inoltre fino al 31 dicembre 2021. Come per le ristrutturazioni, l'importo massimo di spesa sarà di 96 mila euro, ma verrà rimborsato in cinque anni anziché in dieci.

La detrazione è destinata a salire nel caso di interventi che comportino un miglioramento delle classi di rischio. Sarà riconosciuto infatti un bonus al 70% o all’80% in caso di miglioramento di una o due classi e al 75% o all'85% se i miglioramenti riguarderanno l'intero edificio condominiale. Saranno soggette a detrazione anche le spese per la classificazione e la verifica sismica. 
 

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