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Torino e i compositi FRP: intervista a Eugenio Chiambretto

Intervista all'Arch. Eugenio Chiambretto

Nuovo appuntamento con i professionisti del restauro edilizio. Oggi conosciamo l'Arch. Eugenio Chiambretto, libero professionista e forte sostenitore dell'impiego dei materiali compositi FRP

Proseguono le nostre interviste ai protagonisti del mondo dell'edilizia. Questa volta abbiamo avuto il piacere di parlare con l'Architetto Eugenio Chiambretto di Torino, conosciuto in occasione di alcuni interventi eseguiti insieme nel capoluogo piemontese.

L'Architetto Chiambretto si è rivelato essere una persona non solo molto disponibile, ma anche appassionata del proprio lavoro.

In particolare la conversazione si è indirizzata verso il tema degli FRP, ossia dei materiali compositi fibrorinforzati in matrice polimerica. I compositi oggi trovano un largo impiego nel settore del recupero dell'esistente sia per il consolidamento di elementi strutturali sia per interventi non strutturali. Eppure, a suo dire, a Torino non tutti ne riconoscono l’utilità. Ecco cosa ci ha raccontato in proposito.

Benvenuto Architetto, per cominciare ci parli un po' di lei.

Sono il titolare dal 1997 dello "Studio di Architettura Chiambretto", ho conseguito la laurea presso il Politecnico di Torino e dal 1991 sono iscritto al Ordine degli Architetti. Da 15 anni mi occupo di interventi di ristrutturazione con i materiali compositi. Direi che circa il 60% del mio lavoro attualmente verte proprio sulla progettazione di interventi di consolidamento strutturale con sistemi FRP. Per il resto mi occupo di risparmio energetico e di impianti fotovoltaici, solari, termici e geotermici. Ho anche un lato artistico: creo oggetti di design e mi diletto con la pittura e la scultura.

Consolidamento di una volta con tessuti in carbonio
Consolidamento di una volta a Torino con tessuti in carbonio. Foto: Arch. Chiambretto

Un passione per l'arte ma anche per l'insegnamento, dico bene?

Sì, ho alle spalle quindici anni di esperienza come assistente alla cattedra di "Tipologia Strutturale" con il Prof. Ordinario Donato Giacomo, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Lì ho ricevuto anche diversi incarichi di docenza annuale.

Attualmente insegno all'Istituto Tecnico "Costruzione Ambiente Territorio", sempre a Torino. Ai miei allievi cerco di trasferire le mie conoscenze sulle nuove tecnologie volte a migliorare il nostro territorio e il suo patrimonio.

Parliamo proprio di recupero del patrimonio edilizio torinese. Qual è la situazione del settore in città e quali gli interventi più frequenti?

Dopo anni di crisi edilizia a Torino ci si sta riattivando in maniera significativa per riqualificare l'esistente.

Per mia esperienza posso dire che sono sempre di più gli amministratori condominiali e i privati che richiedono preventivi per ristrutturazioni e consolidamenti strutturali. Gli interventi spaziano dal rinforzo dei solai non più rispondenti alle norme di carico vigenti, al consolidamento di murature lesionate, dalle travi in legno deformate alle strutture in cemento degradate.

Quando poi si valutano i preventivi i clienti prendono atto di una cosa: gli interventi con sistemi FRP sono più economici e con pesi meno gravosi sugli edifici. Purtroppo però, per molte imprese queste tecniche sono ancora lontane dall'essere prese in considerazione, causa rigidità mentale e incapacità di aggiornamento.

Edificio in stile Art déco ristrutturato a Torino
Edificio in stile Art déco ristrutturato a Torino. Foto: Arch. Chiambretto

Pensa che sarebbe necessaria una maggiore formazione dei tecnici e delle imprese su questo argomento?

Ritengo che la formazione debba essere la base della professione di chiunque e in qualsiasi campo. Le tecnologie devono essere divulgate in modo costruttivo e costante mentre le imprese, per poter sopravvivere, devono aggiornarsi continuamente.Tale divulgazione deve essere fatta da professionisti lungimiranti, dotati di spirito innovatore e sempre alla ricerca di nuove soluzioni. E' necessario inoltre sperimentare e dialogare con le aziende per ottenere il massimo risultato sul campo.

La crisi economica ha eliminato un gran numero di imprese consolidate e specializzate. Oggi ve ne sono di più piccole ma può accadere che queste siano inesperte o prive di solide conoscenze sulle nuove tecnologie a causa della scarsa disponibilità all'aggiornamento.

Per quanto riguarda i progettisti ritengo ovviamente positiva la necessità di acquisire crediti professionali annualmente perché permette loro di apprendere cosa propone il mercato. Consiglio a imprese come la vostra di cogliere l'occasione per proporre sempre più spesso incontri tecnici presso gli ordini professionali.

Grazie per il consiglio. Effettivamente quella della formazione è una strada che stiamo seguendo con molto impegno. Tornando a lei, visto il suo interesse per i compositi FRP, quali sviluppi prevede per tali sistemi nei prossimi anni?

Ritengo che in futuro l'impiego dei compositi FRP sarà predominante. Lo dico valutando l'assoluta necessità di mettere con urgenza al sicuro il nostro patrimonio edilizio sia pubblico che privato. Proviamo a pensare per esempio ai crolli causati da una non corretta verifica degli interventi fatti negli edifici, senza avere consapevolezza strutturale delle modifiche.

In futuro sarà il professionista incaricato di controllare la staticità dell'edificio e di approvare eventuali modifiche strutturali a proporre i sistemi compositi, sapendo che con gli FRP si potrà intervenire con spessori minimi e senza aumentare i carichi.

Rinforzo intradossale di una volta in muratura con FRP e connessione con fiocchi in carbonio
Rinforzo intradossale di una volta con FRP e connessione con fiocchi in carbonio. Foto: Arch. Chiambretto

C'è un progetto che più di altri ha avuto un significato particolare per lei?

Tutti gli interventi sono significativi e accattivanti perché entrano in gioco strategie progettuali e analisi di vario tipo. Ogni progetto rappresenta inoltre una vera e propria sfida. A volte infatti capita di doversi confrontare con l'ottusità dei committenti o delle imprese che dubitano del risultato finale.

Tra i i progetti a cui penso, un esempio significativo può essere l'intervento di messa in sicurezza dei balconi di un edificio in stile Art déco nel quartiere Crocetta di Torino. L'incarico mi è stato conferito per via della rinuncia di altri professionisti che non se la sentivano di intervenire a causa della gravità della situazione e dell'urgenza di mettere in sicurezza l'edificio.

Il mio progetto, poi realizzato, ha previsto il ripristino e il rinforzo strutturale di ventisette balconi. Sono state impiegate per l'occasione malte idrauliche addizionate con fibre sintetiche tessuti in fibra di carbonio per consolidare e unire le solette ai parapetti prefabbricati.

In un progetto di riqualificazione come si concilia l'esigenza di conservare il passato con la necessità di intervenire con soluzioni innovative?

Rispondo a questa domanda riprendendo ancora come esempio l'intervento di ripristino dei balconi dell'edificio di via Pigafetta a Torino. Con spessori di pochi millimetri si è potuto ripristinare i parapetti dei balconi in calcestruzzo armato e la soletta ottenendo così un intervento impercettibile. Ebbene, senza la possibilità di impiegare gli FRP sarebbe stato impossibile intervenire: tra il parapetto e la soletta del balcone non vi era più nessuna unione e c'era un evidente pericolo di crollo.

Consolidamento delle murature del parapetto dei balconi con tessuti bidirezionali in fibra di carbonio
Consolidamento del parapetto di un balcone con tessuti bidirezionali in carbonio. Foto: Arch. Chiambretto

Da insegnante, quali consigli darebbe a un giovane professionista alle prime armi o a chi voglia cominciare a progettare i sistemi FRP?

Consiglierei di approfondire gli argomenti avvalendosi di professionisti seri e con comprovate esperienze nel settore. L'esperienza in questo campo la fa da padrona.

Ho conosciuto e lavorato con diverse aziende che propongono gli FRP e di ciascuna ho potuto valutare col tempo pregi e difetti. Ritengo che oggi con le nuove normative, con le certificazioni e con la possibilità di fare prove di "pull-off" e verifiche termografiche, si possano avere delle garanzie sul prodotto e sulla corretta posa di tali sistemi.

Per i nostri giovani professionisti invece il futuro sarà sicuramente fruttuoso, considerando l'ampio patrimonio edilizio da consolidare e da mettere in sicurezza, a fronte dei sempre più frequenti fenomeni sismici che interessano gran parte del nostro Paese. Il nostro compito ovviamente sarà quello di aiutarli a conoscere queste nuove tecnologie purtroppo ancora oggi sconosciute ai più.


Federico Picuti, Responsabile della comunicazione

Laureato in Comunicazione Multimediale a Perugia, lettore avido, sportivo quanto basta. In Kimia trasformo il nostro lavoro in comunicazione per il web. Il mio profilo Linkedin

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