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Bonifica amianto. Incentivi e metodi di intervento (+ dossier)

Bonifica amianto. Incentivi e metodi di intervento (+ dossier)

A distanza di anni dalla sua messa al bando, l'amianto rappresenta ancora una drammatica minaccia per la salute umana e per l'ambiente. Il pericolo è concreto se si considera che, secondo i dati dell'Inail, sono ben 34 mila i siti contaminati in Italia. Si tratta di una cifra molto alta ma destinata a crescere visto che la mappatura è ancora in corso. 

Liberarsi dell'amianto una volta per tutte è un impegno a cui non possiamo sottrarci, ma quali sono le misure per incentivarne lo smaltimento e quali le tipologie di intervento possibili?

Per rispondere abbiamo fatto un riepilogo dei principali incentivi attualmente disponibili e realizzato un Dossier ("Soluzioni per la bonifica di manufatti in cemento amianto") che potrete scaricare al termine dell'articolo.

Gli incentivi per la bonifica dell'amianto

L'amianto ha avuto un ampio utilizzo in passato in molteplici applicazioni. In edilizia per esempio veniva impiegato nelle tubazioni degli scarichi dei bagni o dei pluviali, nei cassoni dell'acqua generalmente presenti nelle soffitte o nelle cantine. Veniva usato anche per le canne fumarie, per realizzare lastre ondulate e tegole utilizzate prevalentemente per tettoie, garage, capanne e tetti. Pensate che era possibile trovarlo pure nelle cappe delle cucine e, anche se più raramente, nelle lastre poste dietro i caloriferi.

Insomma, rimouovere l'amianto non è un'impresa facile. Per questo lo Stato ha messo in campo una serie di misure, che vanno a unirsi a quelle proposte dalle regioni e dai vari comuni d'Italia, per supportare i contribuenti e le imprese nelle spese di bonifica.  Ecco quali sono:

  • contributi a fondo perduto del Bando ISI Inail (pari al 65% dell'investimento sostenuto);
  • credito d’imposta pari al 50% delle spese affrontate per interventi di almeno 20.000 euro;
  • incentivi fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni (pari al 50% delle spese sostenute fino a di 96 mila euro).

PER APPROFONDIRE: Bonifica amianto. Ecco gli incentivi 2016 per le imprese

Bando Isi 2015, infografica sulla procedura di domanda

Incapsulamento: 4 tipologie di intervento

L'amianto è stato bandito in maniera definitiva a partire dal 1992 con la Legge n. 257, quindi le strutture attualmente esistenti che lo contengono, hanno oltre 20 anni. Di conseguenza, a causa dei fenomeni di usura e con il degrado indotto dagli agenti atmosferici, la matrice cementizia dell'impasto cemento-amianto di queste strutture tende a disgregarsi, aumentando la porosità della superficie e facilitando la dispersione nell'ambiente delle letali fibre d'amianto.

Ricordiamo in proposito che l'amianto si è rivelato pericoloso per la salute umana perché il progressivo invecchiamento o gli stress meccanici causano il rilascio e la dispersione nell'aria di polveri la cui respirazione può causare molte patologie (asbestosi, carcinoma, ecc.).

ll pericolo principale dell'amianto quindi, sta proprio nell'inalazione delle sue fibre. Esse sono talmente sottili che l'organismo non riesce a smaltirle depositandosi, anche per venti o quaranta anni, negli alveoli polmonari dando così sfogo, in molti casi, a varie forme di tumore dell'apparato respiratorio.

Incapsulamento amianto

Il trattamento dei materiali in amianto richiede quindi molta cautela e alta professionalità. In proposito, il Decreto Ministeriale del 20 agosto 1999 (rettificato poi dal Decreto Ministeriale 25 luglio 2001) ha provveduto a regolamentare la problematica, fissando le caratteristiche che devono possedere i prodotti usati per effettuare gli interventi di bonifica. 

Questa potrà essere realizzata attraverso la rimozione totale del manufatto quando questo è molto deteriorato o, quando possibile, per mezzo di diverse tipologie di incapsulamento da effettuare sul posto. L'incapsulamento, più economico rispetto alla rimozione,consiste in una veniciatura che consente di mettere in sicurezza il manufatto in amianto, inglobandone le fibre e non permettendone la dispersione nell'aria. 

Queste sono le caratteristiche prestazionali dei rivestimenti incapsulanti:

  • Incapsulamento di tipo A: si tratta del caso, ad esempio di un tetto non accessibile. Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 300 micron e in nessun punto inferiore a 250 micron.
  • Incapsulamento di tipo B: si applica ai manufatti in cemento amianto situati a vista all’interno. Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 250 micron ed in nessun punto inferiore a 200 micron.
  • Incapsulamento di tipo C: si applica a supporto degli interventi di confinamento, prima di realizzare controsoffitti, sovracoperture con pannelli accoppiati e strutture che confinano al loro interno il cemento amianto. Lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 200 micron in nessun punto.
  • Incapsulamento di tipo D: questo procedimento si pratica quando il materiale è così rovinato che si rende indispensabile la sua rimozione totale.

Amianto

Per ulteriori dettagli sulle diverse metodologie di intervento per il trattamento dell'amianto scaricate qui il nostro Dossier: "Soluzioni per la bonifica di manufatti in cemento amianto".

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Scarica il nostro Dossier: "Soluzioni per la bonifica di manufatti in cemento amianto"

 

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