Comunicati stampa
Le soluzioni KIMIA per i viadotti dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria
Gli interventi di ripristino e consolidamento strutturale con sistemi compositi FRP delle pile dei viadotti Italia e Jannello
Il completamento del Macrolotto 3.2 sull'Autostrada Salerno-Reggio Calabria – un tratto strategico di 20 km a cavallo del massiccio del Pollino, tra Laino Borgo e Campotenese (CS) – ha rappresentato una delle sfide ingegneristiche più imponenti della rete autostradale italiana, con un investimento di 600 milioni di euro e il coinvolgimento di oltre 360 imprese, tra affidatarie e fornitori qualificati.
Tra le realtà d'eccellenza chiamate a dare il proprio contributo spicca KIMIA, scelta dal general contractor Italsarc per i lavori di ripristino del Viadotto Jannello e del Viadotto Italia, uno dei più alti in Europa.
Il Viadotto Jannello
I lavori di ripristino del Viadotto Jannello, eseguiti dall'impresa Giacovelli, riguardano le pile con presenza di calcestruzzo ammalorato. Il viadotto dispone di due carreggiate affiancate e di altrettanti impalcati a struttura mista acciaio-calcestruzzo. Ogni impalcato ha due travi metalliche "a doppia T" collegate mediante pioli connettori a una soletta in c.a. Per entrambe le carreggiate, il viadotto ha undici campate continue, di lunghezza variabile, per un totale di circa 600 metri. Gli impalcati poggiano sulle spalle di nuova costruzione e sulle pile esistenti.

Gli interventi di ripristino sono stati definiti sulla base di una serie di indagini che hanno permesso di individure i diversi livelli di degrado e le aree di intervento di ciascun viadotto. Le tipologie di ammaloramento individuate sono state così raggruppate:
- parti molto ammalorate con armature molto ossidate;
- parti con armatura esposta, ma debolmente ossidata;
- parti di calcestruzzo con macchie di umidità o ammaloramento superficiale.

Gli interventi attualmente in atto sono principalmente due: il ripristino corticale delle pile e dei pulvini e il rinforzo strutturale con tessuti in fibra di carbonio. Ecco nel dettaglio le operazioni in corso.
Ripristino corticale delle pile e dei pulvini:
- rimozione del calcestruzzo degradato;
- sabbiatura delle barre di armatura al fine di eliminare le parti ossidate;
- trattamento protettivo dei ferri di armatura visibili con malta idraulica anticorrosiva Betonfix KIMIFER;
- ricostruzione delle parti degradate con impiego di malta idraulica antiritiro Betonfix FB;
- rasatura dell'intera struttura con Betonfix RS armato con rete in fibra di vetro Kimitech 350;
- verniciatura finale della struttura in c.a. con Kimicover BLINDO.
Rinforzo strutturale con tessuti in fibra di carbonio:
- pulizia e regolarizzazione del supporto per l'eliminazione totale delle parti inconsistenti e per non pregiudicare l'aggrappo dei tessuti di rinforzo;
- applicazione di primer a base di resina sintetica Kimicover FIX e di adesivo epossidico Kimitech EP-TX per livellare la superficie da rinforzare e creare uno strato adesivo per la successiva applicazione del rinforzo;
- rinforzo con tessuto in fibra di carbonio Kimitech CB 320, impregnato con resina epossidica Kimitech EP-IN e spolvero a fresco di sabbia di quarzo Kimifill;
- rasatura con Betonfix RS armato con rete in fibra di vetro Kimitech 350 e verniciatura finale con Kimicover BLINDO.

Il Viadotto Italia
Gli interventi sul Viadotto Italia, come per il precedente, sono stati eseguiti dall'impresa Giacovelli. Qui però, a differenza del Viadotto Jannello è stato necessario progettare il ripristino della funzionalità statica della Pila 10 (ex Pila 13) dell'infrastruttura. Nel 2015 infatti, la pila era stata gravemente danneggiata dal crollo della quinta campata della carreggiata sud, mentre erano in corso lavori sull'impalcato.
L’intervento, oltre a garantire le stesse potenzialità in termini di resistenza e durabilità presenti prima del crollo, è stato pensato quindi per fare in modo che la pila fosse in grado di resistere alla realizzazione del nuovo impalcato previsto dal progetto e alle azioni orizzontali dovute ad eventuali eventi sismici e atmosferici.
Il Viadotto Italia dispone di due carreggiate affiancate e altrettanti impalcati a struttura mista acciaio-calcestruzzo, a eccezione della parte centrale, denominata “Viadotto Grandi Luci” con un impalcato metallico unico realizzato con piastra ortotropa. Ogni impalcato ha due travi metalliche "a doppia T" collegate mediante pioli connettori a una soletta in c.a.
Per le carreggiate dell’accesso dal lato di Salerno, il viadotto presenta quattro campate continue, di lunghezza variabile, per un totale di circa 280 metri. Per l’accesso dal lato di Reggio Calabria, le campate invece sono nove, anch'esse continue e di lunghezza variabile, per un totale di circa 420 metri. Gli impalcati poggiano su pile di nuova costruzione e su pile esistenti.

Il danneggiamento della pila non ne ha compromesso la stabilità d'insieme ma ha provocato un'alterazione dello stato tensionale in prossimità del foro che si è creato, con l'insorgere di tensioni locali di trazione che hanno fessurato il calcestruzzo e portato a snervamento delle armature orizzontali immediatamente sovrastanti.
Pertanto si è reso necessario un intervento di consolidamento volto a ripristinare al continuità strutturale e nel contempo a incrementare le caratteristiche prestazionali della pila. In questo caso le operazioni in atto sono riconducibili a tre fasi. Eccole nel dettaglio.
Fase di ripristino del calcestruzzo:
- demolizione delle porzioni di pila danneggiate e rimozione macerie;
- esecuzione di scarifica superficiale della pila a ridosso del foro su entrambe le facce del setto, di modo da scoprire le armature esistenti per una lunghezza idonea a garantirne la sovrapposizione;
- posa delle armature adeguate e ripristino di quanto presente nella parete;
- installazione di casseratura adeguata al contenimento del nuovo getto sulle due facce del setto (la casseratura esterna è quella impiegata per l'incamiciatura);
- ripristino della sezione originaria e getto integrativo con calcestruzzo.
Fase di incamiciatura sul fusto della pila:
- scarifica superficiale mediante idrodemolizione;
- sostituzione delle armature trasversali e longitudinali esistenti danneggiate con l'idroscarifica;
- posa delle armature integrative;
- esecuzione di forature nella fondazione e nel fusto della pila e successiva sigillatura delle armature;
- realizzazione di un getto integrativo mediante malta Betonfix CR additivata con inerti;
- rivestimento protettivo flessibile costituito da malta cementizia;
- rivestimento protettivo elastico epossipoliuretanico.
Fase di rinforzo strutturale con tessuti in fibra di carbonio (intervento eseguito anche sulla Pila 13, chiamata precedentemente "Pila 16"):
- pulizia e regolarizzazione del supporto per l'eliminazione totale delle parti inconsistenti e per non pregiudicare l'aggrappo dei tessuti di rinforzo;
- applicazione di primer a base di resina sintetica Kimicover FIX e di adesivo epossidico Kimitech EP-TX per livellare la superficie da rinforzare e creare uno strato adesivo per la successiva applicazione del rinforzo;
- rinforzo con tessuto in fibra di carbonio Kimitech CB 320, impregnato con resina epossidica Kimitech EP-IN e spolvero a fresco di sabbia di quarzo Kimifill;
- rasatura con Betonfix RS armato con rete in fibra di vetro Kimitech 350 e verniciatura finale con Kimicover BLINDO.

Il Viadotto Jannello e il Viadotto Italia rappresentano due tra le più importanti opere infrastrutturali del Paese e lo sforzo profuso per far si che tornino alla piena funzionalità nei tempi stabiliti è massimo. Le operazioni di alta ingegneria in corso sono tuttavia estremamente complesse e le fotografie che hanno documentato questo post, crediamo rendano bene l'idea.