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Riqualificazione di 30 Case Cantoniere. Pubblicato il bando Anas

Riqualificazione di 30 Case Cantoniere. Pubblicato il bando Anas

Le Case Cantoniere sono diffuse in tutta Italia. Molte sono operative, altre in uno stato di abbandono. Per riqualificarle l'Anas ha pubblicato un bando di concessione. Ecco i dettagli.

Alzi la mano chi, almeno una volta, non sia rimasto incuriosito da quei caratteristici edifici di colore rosso pompeiano chiamati "Case Cantoniere". Questi celebri immobili si trovano un po' ovunque nel nostro Paese e hanno una lunga storia alle spalle. Una storia cominciata nel 1830 quando divennero la dimora del cantoniere, figura istituita con Regio Decreto dell'allora Re di Sardegna e adibita alla manutenzione dei cantoni, ossia di tratti di strada lunghi 3-4 chilometri.

Oggi le case cantoniere di proprietà dell'Anas sono 1.244. Molte si esse sono utilizzate come sedi operative, altre ospitano onlus ed enti di vario genere. Una buona parte invece versa in uno stato di abbandono e necessita di essere riqualificata.

Ben presto però quest'ultime potranno rivivere una seconda giovinezza. Lo scorso 15 luglio infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Bando di Gara per la concessione della gestione e valorizzazione di trenta case cantoniere.

Case cantoniere: numeri e dati

Il Progetto pilota

I trenta edifici inseriti nel bando rientrano nel progetto pilota di “Recupero e Valorizzazione Case Cantoniere”, frutto del protocollo d'intesa siglato a dicembre 2015 tra Anas, Ministero dei Beni Culturali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Agenzia del Demanio per l'avvio di attività di analisi finalizzate alla valorizzazione e al riuso dei portafogli immobiliari pubblici.

ll prorogetto pilota mira a far rivivere le case cantoniere trasformandole in luoghi di accoglienza turistica. Le Case diventeranno ostelli, ciclo-officine e punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che scopriranno l’Italia scegliendo strade alternative. Proprio per questo, la priorità nella scelta degli immobili da inserire nel progetto è stata data agli edifici posizionati in prossimità di circuiti culturali, turistici e cicloturistici tra i quali: l’Alta Lombardia, la Via del Nord e della Valle d’Ampezzo, la Via Francigena e il tracciato dell’Appia antica.

Casa Cantoniera in disuso

Il bando di concessione

Il bando è rivolto a start-up, singoli imprenditori, consorzi, aziende, associazioni e cooperative. Ogni Casa Cantoniera data in concessione per 10 anni, dovrà offrire servizi “base” comuni a tutte, cui si aggiungeranno successivamente altri servizi più specifici. I servizi base previsti vanno dal pernottamento alla ristorazione, dalla ricarica dei veicoli elettrici alla creazione di info point turistici.

La ristrutturazione delle case sarà a carico di Anas che per l'occasione ha previsto un investimento di circa 7,5 milioni di euro in tre anni, a partire dal 2016. Ai concessionari invece spetterà il pagamento del canone di locazione e di una percentuale sui guadagni derivanti dall'attività imprenditoriale svolta.

I contraenti saranno individuati sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le offerte dovranno pervenire sul portale Aquisti Anas entro le ore 12 del 31 ottobre 2016. La documentazione completa è disponibile nella sezione "Gare telematiche ad evidenza pubblica in corso".

Il Manuale di progettazione dell'Anas

Al fine di “contribuire alla rinascita di parte di quell’eccezionale patrimonio architettonico, sociale, culturale rappresentato dalle più di mille case cantoniere sparse sul territorio italiano”, l’Anas ha reso disponibile un corposo Manuale di progettazione (scaricalo qui), destinato ai progettisti che dovranno redigere i progetti di recupero delle case, alle imprese esecutrici e ai futuri gestori.

Il testo contiene l'insieme delle soluzioni progettuali da adottare in ambito architettonico, strutturale e impiantistico oltre che in ambito di design e arredo. Il principio ispiratore è quello della "conservazione attiva".

Gli interventi dovranno essere coerenti con il pregio storico-artistico e paesaggistico di immobili e tali da garantire la conservazione nel tempo senza comprometterne gli originari aspetti architettonici e costruttivi. Al tempo stesso i progetti di recupero funzionale dovranno tener conto il più possibile delle tematiche e degli aspetti legati all'eco-sostenibilità, alla compatibilità ambientale e all'efficienza energetica.

 
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