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Workshop sul restauro in Libano: ecco come è andata

Workshop sul restauro in Libano: foto di gruppo dei partecipanti

Ci siamo fatti raccontare dall'Ing. Diego Aisa come è andato il Workshop sul restauro in Libano organizzato da Italian Trade Agency e Assorestauro

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato di un workshop in Libano organizzato da Italian Trade Agency e Assorestauro. L'iniziativa, incentrata su tematiche quali la conservazione dei siti archeologici e la riabilitazione dei monumenti storici del paese, si è tenuta dal 25 al 28 luglio 2017 e ha visto la partecipazione di una delegazione composta da dieci imprese italiane operanti nel settore.

L'obiettivo del workshop è stato quello far conoscere presso i professionisti locali le più avanzate tecniche di restauro nostrane così da avviare un processo di collaborazione tra l'Italia e il Libano finalizzato alla salvaguardia di un patrimonio dall'immenso valore storico e culturale.

Per Kimia ha preso parte alla spedizione in Libano l'Ing. Diego Aisa. Il nostro Export Manager, oltre a rappresentarci (egregiamente) per tutta la durata del workshop, si è calato perfettamente nei panni del "fotoreporter" documentando i momenti più significativi della manifestazione. 

Le foto dei giorni trascorsi in Libano sono state pubblicate in gran parte sulla nostra pagina Facebook, che vi invitiamo a seguire per restare sempre aggiornati sulle nostre novità. A dirci come è andato il workshop invece è lo stesso Diego Aisa con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere.

Foto con l'Ing. Diego Aisa
A sinistra, l'Ing. Diego Aisa, Export Manager di Kimia durante la visita a Baalbek

Ciao Diego, rieccoci a parlare del Workshop in Libano. Allora, come è andata?

Benissimo. Sono emersi molti spunti interessanti, abbiamo avviato contatti con professionisti e aziende, sia italiani che libanesi, disposti ad approfondire la reciproca conoscenza e dare il via a progetti in collaborazione.

Il clima che si è instaurato tra le aziende partecipanti è stato veramente ottimo, molto propositivo, allegro e amichevole. Il coordinamento di ITA Beirut e Assorestauro poi ha reso l'esperienza veramente proficua e costruttiva da tutti i punti di vista.

Oltre che in veste ufficiale ti abbiamo visto all'opera come fotografo. Per quanto ti è possibile fare, raccontaci il Libano...

Per quanto ho potuto vedere potrei definirli come un vibrante snodo tra Oriente e Occidente. Il Libano è un paese affascinante e al tempo stesso molto complesso: da una parte custodisce e preserva le tracce archeologiche, urbanistiche e architettoniche della sua storia e delle sue vicissitudini, dall'altra offre orizzonti e skyline straordinariamente moderni e in divenire. I siti archeologici di Baalbek e Tiro poi sono luoghi davvero magici!

Il sito archeologico di Baalbek
Il sito archeologico di Baalbek

In Libano sono attivi programmi di salvaguardia del patrimonio locale in cui l'Italia gioca un ruolo di primo piano. Come è la situazione al momento?

Decisamente dinamica: il DGA (Directorate General of Antiquities – Minister of Culture), il CDR (Council for Development and Reconstruction), l'Ufficio Salvaguardia del patrimonio culturale libanese/siriano e il Ministero della Cultura Siriano hanno illustrato così tanti progetti che è difficile farne un riassunto.

Nel corso del workshop sono emersi diversi interventi di restauro pianificati per i prossimi anni, nell’ambito dei progetti CHUD (Cultural Heritage and Urban Development) che mette a disposizione a oggi oltre 100 milioni di dollari americani finanziati dalla World Bank e dalle cooperazioni internazionali.

Di sicuro, in tale contesto l'Italia si sta affermando come un partner strategico per il Libano, sia per l'esecuzione dei lavori visto che diverse imprese specializzate sono già coinvolte in cantieri archeologici e di recupero storico monumentale, che per la fornitura di materiali.

A tal proposito vale la pena ricordare che il nostro Paese è tra i principali fornitori del Libano. Siamo secondi solo alla Cina e le nostre esportazioni di prodotti per edilizia, secondo i dati citati da ITA Beirut, sono aumentate del 4% nell'ultimo anno.

Il workshop ha rappresentato un motivo di incontro ma anche di confronto tra culture e modi di fare. Allo stato attuale, qual è il livello di conoscenze nel settore del restauro in Libano?

E' difficile dare un giudizio. Anche se le imprese e i progettisti con cui ho avuto modo di interfacciarmi hanno dimostrato grande competenza e curiosità, i referenti tecnici e istituzionali hanno evidenziato a più riprese la necessità di una migliore formazione delle maestranze locali al fine di gestire in modo più accurato gli interventi più delicati e complessi.

Quale contributo potranno dare perciò le imprese italiane in questo ambito?

Training on the job, formazione, macchinari, attrezzature, prodotti tecnici, supporto operativo in fase progettuale e di direzione lavori: il know-how italiano potrà tornare molto utile in tutti gli ambiti direttamente e indirettamente connessi al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico monumentale e urbano del paese.

Tra le soluzioni Kimia presentate, quali tecnologie hanno riscosso maggior interesse?

Come era prevedibile, sono stati i materiali compositi a destare particolare interesse. Lo dimostrano le tante domande su aspetti quali la durabilità, la reversibilità e la compatibilità di tali sistemi che mi sono state poste sia durante la parte applicativa che in occasione degli incontri B2B.

Per fortuna, per quanto ci riguarda, l'esperienza accumulata in oltre trent'anni di applicazioni è stata sicuramente cruciale per rasserenare quanti reputavano gli interventi con i compositi troppo innovativi e poco collaudati.

Federico Picuti, Responsabile della comunicazione

Laureato in Comunicazione Multimediale a Perugia, lettore avido, sportivo quanto basta. Di giorno dietro una scrivania, di sera in campo a insegnare il calcio ai più giovani. In Kimia trasformo il nostro lavoro in contenuti per il web. Il mio profilo Linkedin

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