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Sismabonus: 5 risposte alle domande dei progettisti [prima parte]

Sismabonus: 5 risposte alle vostre domande

Approfondiamo il tema del Sismabonus e degli interventi su edifici in muratura e in cemento armato rispondendo ad alcune delle domande più frequenti poste dai progettisti

Dopo la pubblicazione del nostro speciale "Sisma Bonus 2017: Guida pratica e Prontuario degli interventi", con il quale sono state proposte una serie di soluzioni tecniche per le principali problematiche riscontrabili in edifici in muratura e in cemento armato, abbiamo ricevuto un altissimo numero di messaggi da parte di progettisti interessati all'argomento. Sono in molti, infatti, coloro che ci hanno richiesto maggiori dettagli sugli interventi citati e supporto tecnico per i propri progetti.

Le manifestazioni di interesse sono state così ampie che abbiamo deciso di approfondire ulteriormente la questione prendendo spunto proprio da queste domande. Se state progettando un intervento di ristrutturazione di un edificio in muratura, in cemento armato o adibito a unità produttiva vi consigliamo di leggere le nostre risposte a queste 5 domande.

Quando è raccomandabile eseguire un intervento di iniezione di malta per il consolidamento di murature storiche?

Le iniezioni con malta a base calce sono raccomandate in particolar modo quando ci si trova di fronte a una muratura a sacco. Questa tipologia muraria veniva riempita tradizionalmente con materiali di recupero non adatti alla finalità strutturale.

Lo scopo delle iniezioni di malta è quello di ripristinare la continuità del materiale interno di scarsa qualità, aumentandone le caratteristiche di resistenza dell'intera sezione. Al riguardo la Circolare del 2009 sulle "Nuove norme tecniche per le costruzioni" di cui al DM 14 gennaio 2008, nella Tabella C8A.2.2, propone dei coefficienti moltiplicativi differenti a seconda della tipologia muraria sulle quali si eseguono le iniezioni consolidanti.

PER APPROFONDIRE: Tecniche tradizionali di rinforzo delle murature: iniezioni e stilature

Iniezioni di malta su murature

Come rinforzare una volta affrescata all'intradosso in un edificio storico?

Di frequente le volte da rinforzare sono delle vere e proprie opere artistiche e architettoniche e l’unica maniera per rinforzarle è intervenire all’estradosso. Le soluzioni che proponiamo al riguardo sono due ed entrambe utilizzano materiali che hanno il vantaggio di essere dei sistemi che non rilasciano acqua e sali idrosolubili che possono interagire con le superfici intonacate o affrescate.

La prima di queste soluzioni è costituita dalla realizzazione di cappe collaboranti con Tectoria COCCIOFORTE, un sistema costituito da una matrice organica e aggregati color "cocciopesto". Tale sistema, oltre al gradevole aspetto che richiama il colore del laterizio, è anche reversibile: basta sottoporlo a un trattamento termico.

La seconda soluzione invece, è costituita dall'impiego di fasce in fibra di carbonio da applicare in maniera tale da formare una maglia seguendo le direzioni principali e con passo opportunamente dimensionato. Se necessario si possono prevedere delle connessioni con Kimitech FIOCCO CB.

PER APPROFONDIRE: Cappe collaboranti con Tectoria COCCIOFORTE: 5 motivi per sceglierle

Applicazione Tectoria COCCIOFORTE su volta

Per l'operazione di rinforzo dei nodi in calcestruzzo armato, quale è la soluzione meno invasiva?

Il nodo è il punto dove confluiscono le sollecitazioni di travi e pilastri, quindi è opportuno rinforzarlo in molteplici direzioni. In particolar modo, per i nodi esterni la soluzione meno invasiva è quella di utilizzare un fazzoletto in fibra di carbonio quadriassiale come il nostro Kimitech CB 380 MTX. Grazie all’orditura dei fili in quattro direzioni di questo sistema con un’unica soluzione si riesce a rinforzare il nodo senza ricorrere a interventi più invasivi.

In alternativa è possibile risvoltare le fasce uniassiali provenienti da travi e pilastri confluenti al nodo e cerchiare quest’ultimo in direzione trasversale confinandolo ulteriormente.

Recupero di balconi, frontalini e sottobalconi: come affrontare il problema? E, in caso, rientrerebbe negli interventi previsti dal Sismabonus?

Questa duplice domanda ci è stata posta con molta frequenza. Partiamo dalla seconda: il rinforzo dei balconi, dei frontalini e dei sottobalconi rientra tra gli interventi del Sismabonus se eseguiti in combinazione con gli interventi citati nell'Allegato A del Decreto Ministeriale 65, ovvero: il confinamento dei nodi della struttura, i presidi antiribaltamento delle tamponature e le eventuali opere di ripristino delle zone danneggiate e/o degradate.

Veniamo ora alla principale: sebbene i balconi, i fontalini e i sottobalconi non siano i primi elementi strutturali che si evidenziano in caso di evento sismico, costituiscono tuttavia una parte importante degli edifici.

Quando si lavora su di essi prima di tutto si interviene sui ferri affioranti con una malta passivante ossia, nel nostro caso, con Betonfix KIMIFER. Successivamente si esegue il ripristino della superficie con una malta della linea Bentonfix da scegliere in base allo spessore da reintegrare. Si completa la lavorazione eseguendo una rasatura con Betonfix RS e una verniciatura protettiva anticarbonatazione con Kimicover BLINDO.

Per apportare un incremento delle resistenze alla sezione che ha spessore ridotto o comunque minore rispetto a quello di un solaio classico, si può intervenire con l’applicazione di lamine pultruse in carbonio. Queste vengono applicate dove si produce trazione nella sezione resistente. Quindi, a seconda dello schema statico ipotizzato, vanno applicate all'intradosso (nel caso di appoggio-appoggio) oppure all'estradosso (nel caso di trave a sbalzo).

Per i terrazzi di superficie estesa si considera lo schema statico di appoggio-appoggio per la direzione maggiore, con rinforzo all'intradosso, mentre si considera lo schema di trave a sbalzo per la direzione minore, con rinforzo all'estradosso.

PER APPROFONDIRE: Malte per il ripristino del calcestruzzo: guida alla scelta

Ripristino del calcestruzzo in balcone

Quali soluzioni si possono utilizzare per aumentare la resistenza di un pannello in muratura?

I pannelli in muratura possono essere rinforzati in modi differenti. Il primo è quello di effettuare un intervento di tipo esteso, ossia tramite un intonaco armato non tradizionale da realizzare con rete in fibra di vetro Kimitech WALLMESH MR e malta a calce Tectoria M15.

Il nostro consiglio in questo caso è quello di eseguire l’intervento su entrambe le facce del pannello murario e di creare un collegamento tra le reti usando i connettori in acciaio INOX Kimisteel CONNECT. Questi connettori sono ad aderenza migliorata e consentono di apportare una resistenza trasversale a taglio. Le sollecitazioni saranno inoltre ripartite attraverso un elemento di ripartizione, il nostro Kimisteel CONNECT RP. In alternativa è possibile prevedere l'uso di fiocchi in fibra di vetro come il nostro Kimitech FIOCCO VR, utilizzando come elemento di ripartizione un fazzoletto realizzato con la stessa rete del rinforzo.

Il secondo modo per eseguire il rinforzo strutturale dei pannelli murari è quello di intervenire in direzione verticale e orizzontale con una maglia di fasce in fibra di carbonio (Kimitech CB) o, in alternativa, di fasce in acciaio (Kimisteel INOX). Così facendo si evita di ricoprire interamente la superficie della muratura.

La maglia aumenta la resistenza a flessione e a taglio dei pannelli murari in quanto interviene in entrambe le direzioni della sezione resistente. Per favorire la connessione è consigliabile utilizzare agli incroci delle fasce, nelle due direzioni, dei fiocchi dello stesso materiale del sistema scelto.

Domande sul Sismabonus: presto nuove risposte

Le domande a cui abbiamo risposto in questo articolo costituiscono solo una parte rispetto a quelle che ci sono arrivate dopo la pubblicazione dello speciale sul Sisma Bonus 2017. L'argomento è senza dubbio interessante e vogliamo condividere con tutti le risposte che stiamo dando tramite l'Ufficio Tecnico.

Per questo, vi consiglio di continuare a seguirci sul nostro blog o tramite i canali social di Kimia perché prossimamente pubblicheremo un nuovo articolo in proposito. Nel frattempo, se avete trovato interessante questo contenuto, aiutateci a diffonderlo condividendolo tramite i pulsanti che trovate qui sotto.

AGGIORNAMENTO: Sismabonus: 5 risposte alle domande dei progettisti [seconda parte]

Ing. Andrea Costantini, Supporto Tecnico alla Progettazione

Ingegnere Civile Strutturista laureato a Perugia con esperienze di studio e ricerca presso la Univesidad Politécnica de Valencia. Amo la Spagna, le lingue e viaggiare all'estero. In Kimia mi occupo di Supporto Tecnico alla Progettazione e sono a disposizione dei progettisti per dimensionamenti, verifiche e calcoli strutturali pre e post intervento. Il mio profilo Linkedin

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