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MISSIONE COMPIUTA!
Grazie al contributo di Kimia, il pozzo Kaliani è stato ultimato nella
regione di Kitui.
Sul pozzo, la comunità locale ha scritto "Asante
Sana", che in lingua Swahili significa "Grazie Molte". Lo stesso ringraziamento che Kimia rivolge ai suoi collaboratori e ad
AMREF, per aver portato a termine in modo così fruttuoso questa importante
e solidale iniziativa.
Clicca per ingrandire la foto del pozzo
ultimato.
NATALE 2007
Per augurare Buone Feste ai propri collaboratori e stimati clienti Kimia
S.p.A. per il Natale 2007 ha scelto un regalo speciale nel segno della
solidarietà e dell’impegno per la salute e lo sviluppo delle popolazioni
più povere dell’Africa orientale.
L’80% delle malattie in Africa è legato alla mancanza o alla cattiva gestione
dell’acqua. Acqua vuol dire vita: 4 decessi su 5 sono legati all’uso di
acqua contaminata. Ed acqua vicina vuole dire progresso. Vuol dire poter
bere, cucinare, irrigare, poter coltivare orti e vivai. Volendo dare un
aiuto concreto e nello spirito costruttivo che guida tutti i progetti
della nostra azienda, Kimia S.p.A. ha finanziato la costruzione di un
pozzo di acqua potabile con relativi impianti in Kenya, nel distretto
di Kitui. Con questo gesto, Kimia S.p.A. condivide con i propri amici,
collaboratori e clienti, lo spirito di migliaia di italiani, nello sforzo
comune di ridare il sorriso e speranza per il futuro a moltissimi bambini,
uomini e donne africane. Nel distretto di Kitui, Kimia finanzia interamente
la costruzione del pozzo: una cisterna da 2.200 litri, con le relative
grondaie ed impianto di canalizzazione, per fornire acqua ad una scuola.
I progetti idrici di AMREF sono suddivisi tra Kenya, Uganda e Tanzania.
In Kenya AMREF è presente nelle regioni di Makueni e Kitui, che formano
una parte della provincia orientale del paese, in Kibwezi, in Kajiado,
nella provincia della Rift Valley, e a Dagoretti, una delle baraccopoli
di Nairobi: terre aride e semiaride tra le più povere del Kenya. Le fonti
d’acqua, compresi fiumi, dighe e pozzi aperti, sono contaminate e quindi
non utilizzabili. Le tre regioni sono soggette a ricorrenti siccità, che
provocano la distruzione dei raccolti, la decimazione dei capi di bestiame
e quindi la malnutrizione e spesso la morte di migliaia di persone.
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